Simone continua a camminare tra noi

Non l’ho conosciuto, eppure ogni giorno mi sembra di incontrarlo.Ogni foto, ogni parola di sua madre Francesca, mi avvicinano a Simone come se il tempo non fosse mai passato. Lo scopro in un sorriso rubato al vento, in uno sguardo pieno di futuro, in quella luce che solo i quindici anni sanno accendere. Simone Besco…


Non l’ho conosciuto, eppure ogni giorno mi sembra di incontrarlo.
Ogni foto, ogni parola di sua madre Francesca, mi avvicinano a Simone come se il tempo non fosse mai passato. Lo scopro in un sorriso rubato al vento, in uno sguardo pieno di futuro, in quella luce che solo i quindici anni sanno accendere.

Simone Besco è stato ucciso per mano di un bus Cotral sulla Litoranea a Sabaudia, una strada che unisce mare e città, sogni e ritorni, e che quel pomeriggio ha spezzato troppo presto il cammino di un ragazzo. Ma non è riuscita a fermarlo davvero. Perché ci sono vite che non finiscono: si trasformano, continuano a vibrare nei ricordi, nei gesti, nei silenzi che sanno gridare più forte di qualunque parola.

Francesca, sua madre, è diventata il respiro della sua memoria. Le sue parole sono carezze che attraversano la rete, la sua voce è un faro che illumina l’ingiustizia, la sua forza una lezione di amore assoluto.
Ogni foto che pubblica è un battito, ogni racconto un passo che riporta Simone tra noi.

E poi ci sono gli amici, quei ragazzi che non lo hanno dimenticato, che continuano a riempire la sua assenza di presenza: con iniziative, con pensieri, con gesti semplici ma pieni di senso. In ogni candela accesa, in ogni palloncino lasciato volare, in ogni campo dove si gioca una partita dedicata a lui, Simone ritorna. Ritorna come aria buona, come vento che accarezza, come musica che non smette mai.

Sulla Litoranea, oggi, non passa solo traffico: passa il ricordo di un ragazzo che avrebbe voluto vivere, sognare, amare. Passa la speranza che nessun’altra madre debba attraversare lo stesso dolore.
E mentre attendiamo Giustizia per Simone, quella vera, fatta di verità, di responsabilità e di rispetto, impariamo a guardare la vita con occhi diversi.

Simone è una scintilla che non si spegne, un pensiero che torna ogni volta che il mare incontra la strada, ogni volta che un tramonto ci ricorda quanto fragile e sacro sia il tempo.
Cammina ancora tra noi, invisibile ma vivo, come una preghiera laica che chiede ascolto, memoria, giustizia.

Perché chi ama non muore. E chi è amato non scompare mai.


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